dall'auditorium della CASSA DI RISPARMIO
11 dicembre 2007
L'aula Andrea Di Muzio nella nostra scuola c'è da tempo.
È un'aula nomade, che cambia indirizzo: l'anno scorso era in via Nasolini, secondo piano; quest'anno è in viale Beverora, pianoterra. Cambia anche nome: l'anno scorso si chiamava seconda essebì, quest'anno si chiama terza essebì.
Non ha avuto un battesimo ufficiale, non ha una targa.
Però ha una fotografia, una foto di Andrea al mare, appesa in alto, dietro la cattedra. Chi non ha conosciuto Andrea la guarda e chiede chi è quel bel ragazzo, al mare. E noi gli raccontiamo un pezzo della storia di Andrea, del breve cammino che abbiamo fatto con lui, dei momenti belli trascorsi insieme, della gita a Torino, per esempio, con la sciarpa granata rigorosamente al collo, del suo coraggio.
Sappiamo che è una piccola traccia, troppo piccola rispetto alla mancanza enorme di Andrea.
Però è una piccola traccia che non si cancella.
Una piccola traccia che non si cancella come il fiore che i compagni di Nina De Rose hanno posato ogni giorno sul suo banco vuoto, l'anno scorso.
Siamo molto contenti che adesso l'aula Andrea Di Muzio e l'aula Nina De Rose abbiano un indirizzo ufficiale, un nome ufficiale, una targa, però la foto di Andrea al mare la teniamo noi, almeno fino in quinta: senza ormai ci sentiremmo un po' persi.
Inoltre, continueranno a esistere anche l'aula Andrea Di Muzio e l'aula Nina De Rose nomadi, senza indirizzo e senza targa, anzi, tante aule Andrea Di Muzio e Nina De Rose nomadi, sparse per il mondo, con una foto appesa in alto, un fiore su un banco, dentro di noi che li abbiamo accompagnati per un pezzetto di strada.